l Punto è un movimento che nasce dal desiderio di un gruppo di amici di cambiare il Paese in cui vive, stanco dei soliti giochi di potere e dell'immobilismo fino ad ora imperanti. In tale ottica, il ruolo dei giovani per la realizzazione di questo progetto risulta determinante ed è per questo che ho deciso di evidenziare tutto ciò attraverso quello che abbiamo chiamato "Il Punto Giovani". L'obiettivo del Punto Giovani è quello di sensibilizzare i ragazzi ai problemi del Paese siccome chi scrive crede fortemente alla forza di rinnovamento che dai giovani può pervenire. L'interesse dei giovani alla politica del Paese passa, però, attraverso il loro attivo coinvolgimento nella vita del Paese stesso e pertanto risulta necessario:
1) coinvolgere i giovani nei progetti e nella proposizione di nuove idee; 2) renderli parte attiva nella crescita del Paese; 3) far si che l'amministrazione comunale realizzi progetti per un centro culturale giovanile; 4) responsabilizzare i giovani attraverso l'appoggio ad organizzazioni ed associazioni promosse dai giovani stessi e da essi gestite; 5) promuovere incentivi a favore dei giovani; 6) informare e rendere participi i giovani nell'ambito del sociale e del volontariato; 7) promuovere eventi che coinvolgano i giovani non solo nel periodo estivo; 8) incentivare la formazione professionale attraverso la creazione di corsi di formazione in settori di particolare rilievo quali ad esempio quello turistico, ambientale, linguistico ed enogastronomico; 9) far si che tutto questo possa realizzarsi senza oneri economici a carico dei giovani stessi.
Insomma, è il momento di dire "Basta". Basta stare fermi sentendo e vedendo le solite facce e posteriori sempre uguali sebbene seduti in poltrone diverse. Basta con l'escludere i giovani da ogni cosa. Basta con il non dare a loro la possibilità di cambiare il Paese in cui vivono. Basta giudicare un giovane inutile e irresponsabile solo perchè anagraficamente non è arrivato negli "anta". E' giunta l'ora che i giovani credano in loro stessi perchè essi sono la vera forza per un reale rinnovamento di un Paese che possa considerarsi moderno e proiettato verso uno splendido futuro.
G.D.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 21:46
CALDEROLI MINISTRO DELLE COMPLICAZIONI, RINVIATA LA RIFORMA DEI CONSIGLI COMUNALI
Calderoli il ministro rinvia riforme Consigli comunali dimezzati e la cosa riguradava anche il nostro territorio , le liste dei comuni di Sorrento, Maiori, Positano e Massalubrense, in costiera amalfitana e penisola sorrentina, che andavano al voto, venivano ridotti da 16 si passava a 12, per esempio, come a Positano, ma la riforma, stando a quanto trapela dal Governo, verrà rinviata, come si stanno rinviando tante altre riforme annunciate in pompa magna. Non è che eravamo totalmente d'accordo (i consiglieri comunali portano sicuramente meno spese dei deputati) ma Calderoli è davvero un Ministro alla complicazione. C’è tanta buona volontà d’affondare il machete nella selva selvaggia degli sprechi, gli incitamenti all’implacabilità risanatrice si sprecano, ma ad un certo punto una magia perversa blocca il braccio di chi si appresta ad agire, anche se ha le sembianze grintose del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Si ha sempre l’impressione che manchi un niente per portare a termine l’opera. Ma poi ci si mette di traverso il destino cinico e baro, e l’opera resta lì come certi viadotti ripresi da Striscia la notizia. Per pudore - anche i ministri hanno un cuore - non si dice mai, con plateale e leale franchezza, che la riforma tale o la riforma talaltra è stata cancellata o accantonata a tempo indeterminato. Questi termini brutali sono sostituiti da altri meno scioccanti: slittamento, rinvio, pausa di riflessione, in attesa del classico «tavolo» dove «le parti» siederanno più volte pensose per trovare un accordo. Tra tanta melina sui sommi principi, avevamo esultato per l’annuncio d’un taglio vigoroso di poltrone delle istituzioni locali. Se ben ricordo la mannaia si sarebbe dovuta abbattere su cinquantamila posti. Era infatti prevista la riduzione del 20 per cento dei consiglieri e si era fissato un tetto per gli assessori comunali e provinciali. Non potevano essere più d’un quarto o d’un quinto - rispettivamente - dei consiglieri. Era inoltre prevista una falcidie di direttori generali e difensori civici. I sindaci avevano opposto proteste vivaci all’ukase, tirando in ballo anche paroloni come la democrazia e la rappresentatività popolare. Non voglio criticare questa sollevazione, che magari aveva motivazioni meno nobili di quelle enunciate, ma che poggiava sotto sotto su un ragionamento ineccepibile. Perché mai i deputati e i senatori avevano trovato l’energia necessaria per sloggiare i poveracci degli sgabelli politici, e non trovavano mai un briciolo di slancio e di dignità per calmierare, a titolo d’esempio, i loro emolumenti, i loro privilegi, il loro numero esorbitante? Tuttavia il cittadino s’era sentito rassicurato dalla promessa del rigore. Pareva un buon inizio. Invece niente. L’avvio è diventato un rinvio. Lo ha spiegato su Italia Oggi, in un servizio molto tecnico, Francesco Cerisano. La macellazione verrà, assicurano i semplificatori. Non però adesso ma tra un anno. Perché mai si è soprasseduto? La risposta mi pare semplice. Si è soprasseduto perché nel prossimo marzo si svolgeranno le elezioni amministrative, e non è il caso di indurre all’agitazione, allo scontento, o addirittura alla ribellione, il personale delle periferie di partito. Se la cura dimagrante pare troppo dolorosa, la si rimanda al futuro. Non scatteranno risparmi pubblici sui quali gli italiani più informati facevano assegnamento, ma per le indennità degli eletti i quattrini si trovano sempre, al massimo sarà necessario lesinare sul carburante per le macchine della polizia. Le mie sono supposizioni d’una mente maligna? I chirurghi sono pronti, con il bisturi in mano? Beh, non proprio pronti. Possono riposare un anno, così come si sono riposati in previsione d’altri disboscamenti. Che con il tempo diventano prudenti potature. L’insofferenza degli italiani è meno temibile di quanto sia la collera delle poltrone
(positanonews)
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Massa Lubrense - «Parla» napoletano il sistema informatico multimediale del Museo del ciclismo di Madonna del Ghisallo, sulle Alpi in provincia di Como. Per rendere facilmente accessibile nel linguaggio tecnologico «web e touch screen», l’unico del genere in Italia, uno dei pochi in Europa, c’è voluto il cervello ed il cuore di tre napoletani arrivati in Lombardia da Sant’Agnello, Frattamaggiore e Sant’Agata sui due Golfi. Il più noto fra loro tre è l’avvocato Elo Castellano, già direttore del Giro d’Italia della Gazzetta dello Sport e del Giro della Campania del Il Mattino; gli altri due sono il dirigente dell’Asl NaNord Enzo Nappi, appassionato di storia del ciclismo, ed il giovane, ex ciclista, Giovanni Pane, titolare di un laboratorio di informatica a Sant’Agata sui due Golfi. Insieme, nell’arco di pochi giorni, hanno realizzato cervello e cuore informatici per il data-base del Museo del ciclismo della Madonna del Ghisallo sul Piano Rancio, in via Gino Bartali, nel comune di Magreglio in provincia di Como, del quale è presidente l’ex corridore Fiorenzo Magni, «il leone delle Fiandre» che negli anni 1940-50 contendeva vittorie e primati a Gino Bartali e Fausto Coppi, Ferdy Kubler e Charly Gaul. Ritiratosi dall’attività di presidente dell’Aroc (Associazione degli organizzatori di corse ciclistiche) e di direttore di gare, l’avvocato Elo Castellano è stato nominato vicepresidente, con la mansione di dirigente operativo del Museo. Come sua abitudine, anche nel nuovo incarico, ha profuso tutto se stesso. Il suo primo obiettivo è stato quello di portare il Museo di Madonna del Ghisallo ai vertici in Europa, con l’esposizione delle biciclette dei campioni, delle gigantografie di corridori, e un sistema web e touch-screen: un struttura facile e veloce, consultabile da tutti, ciclisti professionisti e dilettanti, cicloamatori e turisti del Ghisallo. Non soddisfatto del lavoro dei primi collaboratori che la Fondazione del Museo gli aveva affidato, l’avvocato Castellano ha trovato a Frattamaggiore in Enzo Nappi l’amico che aveva un archivio sul ciclismo più grande e sistematico del suo: oltre 15mila schede di corridori professionisti su un totale di circa 70mila praticanti lo sport delle due ruote. Ma occorreva qualcuno che facesse vedere con un «clic» le pagine e le immagini di quel meraviglioso mondo in movimento ed in tempo reale. Ecco allora per l’avvocato Elo Castellano l’incontro con Giovanni Pane, il tecnico, l’esperto che ha saputo trasformare i programmi telematici dal formato excel, posseduti dal Museo, in quello più moderno e semplice del web.
Michele Pappacoda
Massa Lubrense. Sospendete il regolamento sulla riserva marina
Punta Campanella, Massa Lubrense. I soci diportisti della Pro Loco di Massa Lubrense rilanciano la richiesta di sospensione e di modifica del decreto emanato dal ministero dell’Ambiente, con cui è stato approvato il regolamento di organizzazione della Riserva marina di Punta Campanella, stravolgendo la proposta del Consorzio di gestione. Le proposte scaturite nel corso di un’apposita assemblea verranno inserite nel più vasto documento che accoglie le richieste delle rappresentanze delle associazioni di pescatori, e verranno trasmesse dai vertici dell’Area marina protetta al ministero dell’Ambiente per le opportune modifiche. L’obiettivo è di evitare il blocco delle attività che si sviluppano nell’ambito del territorio costiero. I diportisti e gli appassionati del mare di Massa Lubrense hanno sottolineato i punti critici del decreto che non rispecchia la realtà territoriale e le antiche tecniche di pesca tramandate da padre in figlio, peraltro, non devastanti per l’intero ecosistema marino. «In particolare – spiega il presidente della Pro Loco Lubrense, Gaetano Milone - sono stati messi in discussione il divieto di pesca della cernia bruna, della corvina e della magnosa, l’estensione del divieto di pesca oltre i 200 metri dalle boe che delimitano la zona A dello scoglio del Vervece, che di fatto preclude totalmente l’attività lungo la costa adiacente Marina della Lobra». In discussione anche il disciplinare che impone la preventiva autorizzazione per il passaggio nell’area marina protetta con lenze o pescato non consentito sulle imbarcazioni dirette in zone franche e la collocazione di gavitelli per l’ormeggio nelle zone dove è possibile sostare per la balneazione. «Si tratta di vincoli non praticabili – aggiunge Gaetano Milone - che alimentano problemi pratici legati alla richiesta di autorizzazione per chi proviene via mare da altri lidi e allontanerebbero le imbarcazioni». a.s. (Il Mattino)
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Febbraio 2010 14:00
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